Aglio da seme vero – un esperimento di landrace gardening

Allium sativum fiori

Nonostante si ritenga comunemente che l’aglio (Allium sativum) si possa riprodurre esclusivamente seminando gli spicchi, questo è vero solo per alcune varietà, mentre per altre esistono almeno tre diversi metodi di moltiplicazione.

Bulbi: Si seminano gli spicchi di aglio. Questo è il metodo canonico, adottato dalla stragrande maggioranza dei coltivatori. In un ciclo di 8-10 mesi di coltura ogni singolo spicchio diventa un bulbo, i cui spicchi verranno riseminati nel nuovo ciclo. Questo tipo di moltiplicazione è asessuata, in quanto propagazione di un clone con un corredo genetico identico a quello della pianta madre. La propagazione di un clone comporta non solo l’uniformità, ma l’assoluta identità genetica all’interno della popolazione vegetale. I vantaggi sono ovvi: facilità di coltivazione e uniformità di produzione, di tempistiche di raccolta e di qualità del prodotto. Gli svantaggi sono altrettanto ovvi: in una popolazione geneticamente omogenea ogni individuo ha lo stesso grado di resistenza ad avversità climatiche e ai patogeni; se una popolazione non ha nessun tipo di difesa contro un determinato patogeno, tutta la popolazione muore. La cultivar di banana Gros Michel è un buon esempio: la banana da export più diffusa in occidente fino agli anni 1950, la cui popolazione sudamericana (di cloni) è stata spazzata via interamente dal Fusarium oxysporum (Panama disease). Per questo motivo in Europa si importa solo la varietà Cavendish (non molto buona ma resistente): perché da 60 anni non esistono più Gros Michel.

Bulbilli: Alcune varietà di aglio, soprattutto rosso, producono scapi fiorali* con un’infiorescenza globulare in cui sono presenti sia i fiori veri e propri, sia dei bulbilli. Questi ultimi si possono seminare per ottenere una popolazione di cloni, esattamente come se si seminassero degli spicchi (vedi sopra).

Semi: I fiori veri sono auto-sterili ma in gran numero, per cui la fecondazione non è improbabile. L’aglio, per sua natura, sembra favorire la riproduzione asessuata (clonale), per cui tenderà a favorire la crescita dei bulbilli nello scapo. Se si vogliono favorire i semi veri, i bulbilli vanno eliminati prima possibile. La moltiplicazione da seme è la riproduzione sessuata dell’aglio ed in quanto tale produce una popolazione di individui geneticamente diversi, con pro e contro diametralmente opposti a quelli riscontrati nelle popolazioni di cloni. La riproduzione dell’aglio da seme vero è diffusa esclusivamente nei laboratori di ricerca a scopo di miglioramento genetico per la produzione di nuove varietà per il mercato (dove per varietà si intendono brevetti e diritti di proprietà su risorse genetiche).

*Tutta la forza della pianta viene investita nella produzione dello scapo fiorale a scapito del bulbo. Per produrre aglio da consumo gli scapi fiorali vanno eliminati immediatamente appena individuati.

Un solo aglio rosso (dei 60-70 spicchi seminati in novembre) ha sviluppato lo scapo fiorale ed è finalmente fiorito (nella foto). Appena sarà possibile distinguere fra fiori e bulbilli eliminerò questi ultimi per favorire la produzione di semi veri. I semi sono pronti per la raccolta a circa due mesi dall’impollinazione e si seminano in primavera. La percentuale di germinazione dei semi è bassissima e per arrivare dal seme al bulbo completamente formato possono passare 18 mesi. Ovviamente il processo colturale è estremamente più lento rispetto alla propagazione dei cloni, ma l’obiettivo non è la produzione dell’aglio, bensì la selezione di una popolazione geneticamente varia (dunque resiliente) e adatta alle specifiche condizioni colturali, ambientali e climatiche del mio orto: in poche parole l’obiettivo è la creazione di una varietà locale o landrace o adaptivar (da adaptive + cultivar) di allium sativum.

Per approfondimenti (eng):

Deppe, Carol, 2000, Breed Your Own Vegetable Varieties: The Gardener’s and Farmer’s Guide to Plant Breeding and Seed Saving, Chelsea Green Publishing, White River Junction, Vermont.

Robinson, Raoul, 1996, Return to Resistance: Breeding Crops to Reduce Pesiticide Dependency. Sharebooks, 3rd ed.

Garlic Analecta – Growing garlic from true seed, di Ted Jordan Meredith

Adaptivar landrace di Joseph Lofthouse

4 pensieri su “Aglio da seme vero – un esperimento di landrace gardening

  1. vincenzo rosciano

    Se metto i bulbilli nel terreno a ottobre-novembre quando saranno pronti i bulbi? dalla lettura sembra che dovranno passare 18 mesi. E’ così?

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    1. ortomontano Autore articolo

      Il ciclo dei bulbilli è esattamente come quello dei bulbi: pianti da novembre a febbraio e raccogli in estate avanzata. 8 o 10 mesi di ciclo.

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  2. Mirella Margherito

    Ho appena raccolto dei semini di un aglio dimenticato nel giardino, seminandoli in primavera potrò avere una buona produzione oppure è tempo perso? Se li semino in vaso in autunno
    e tenendoli al riparo d’inverno anticipo la produzione?

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    1. ortomontano Autore articolo

      Io proverei a seminarli in tutti i modi, così da trovare il modo migliore per le tue condizioni climatiche. Se parti da seme il primo anno otterrai solo un piccolo bulbo, che ripianterai per avere un bulbo con spicchi la stagione dopo ancora. Il raccolto di quest’anno sarà utile solo alla propagazione, non sarà un raccolto vero e proprio: anche se i bulbilli sono aglio, dunque buoni da mangiare, sono così piccoli che potrebbe non valerne la pena.

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